sabato 11 gennaio 2014

Do you want to cry?

10 gennaio 2014. Ultimo giorno a Bangalore. La mattina se ne va tutta a preparare, prima, e a realizzare , poi, il program, cioè lo spettacolo di congedo dagli ospiti. I nostri ragazzi sono stati operosi ed intraprendenti nell'organzizzare una sequenza di poesie e canti da porgere in dono ai loro amici. Da Saffo a Catullo, da Adèle a Lucio Battisti, deviando un attimo per Alladin e finendo in gloria con l'Inno d'Italia, i nostri fanciulli hanno dato prova di sensibilità artistica e culturale.

E' stato bello guardare le danze tradizionali dello Sri Lanka, così lontane dal nostro modo di concepire la danza. Le ragazze (tutte dodicenni e bravissime) indossavano dei costumi dai colori sgargianti, gioielli e un'acconciatura di scena straordinaria.

Il program si è forse protratto un po' troppo, ma ci siamo subito ritemprati con un lunch offerto alla scuola ai genitori dei ragazzi indiani in primis, per ringraziarli della loro importante, indispensabile collaborazione, e a tutti noi, insegnanti e alunni.


Il pomeriggio è stato occupato a impacchettare i bagagli e a far in modo che i rimpianti, dopo la partenza, siano ridotti al minimo. E quindi giù a decorazioni di hennè sulle mani per le ragazze, ultime visite al tempio per Niccolò e, per tutti , gli acquisti ancora in sospeso.

L'appuntamento all'areoporto è alle 23.45. 


Siamo in largo anticipo rispetto alle operazione d'imbarco, ma è tutto calcolato: ci sono circa 40-45 minuti per piangere.


 Le scene di commozione si sprecano; non piangono solo i ragazzi (non tutti, ad essere precisi), ma anche le mamme e i papà. Salutarsi è davvero difficile; l'abitudine alla compagnia reciproca si è consolidata nel giro di poche ore; per questo diventa così difficile dirsi arrivederci.
Per fortuna c'è Angad che passa tra i gruppetti con una scatola di kleenex e chiede con sollecitudine: “Do you want to cry?”


A mezzanotte e mezzo, purtroppo, dobbiamo entrare. Ci aspettano una lunga sequenza di file all'immigrazione, al check-in, alla security. Un ultimo saluto ai nostri cari amici di Bangalore, e via, si va!


Le file e le attese  ci stancano un po', ma abbiamo buono spirito di adattamento e, se proprio serve, schiacciamo un pisolino.





La cronaca del viaggio è poca cosa. Tutto è filato liscio. In orario siamo atterrati a Venezia e intorno alle 15.30 siamo giunti in Viale Roma. Il cerchio è chiuso. Ora è il tempo del racconto ai genitori, ai fratelli, agli amici; del ripensare ai momenti vissuti; della riflessione sul valore di questo scambio culturale.
Ci fermiamo qui. Un abbraccio a tutti.

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